mercoledì 24 ottobre 2012

Poesia N° 37 - La Festa Nel Paesello

La testa già duole all'infelice arrivo
della gioiosa festa del paesino
fotocopie che camminano che schivo
dolci banalità tra le vie del vino

Esseri vuoti colmi di falsa felicità
attorno a me gracchiano
soddisfatti dell'acquisto d'insulsità
grugniscono mentre mangiano

Apice nell'apocalittico panorama
di squallore nel gruppo di bestie:
nati viziati, falsi innamorati, cercatori di fama,
vecchi zombie e ormai distrutte dinastie

Ma m' ergo nel cielo impuro
la mano del poeta profeta
anticonformisticamente puro
e gli occhi guido verso nuova meta

Poesia N° 36 - Il Gatto Nero

Fuggitivo scatto oscuro tra le case
occhi ghiacciati che scintillano
scurciando le strade che dormono
e un lancio di coraggio verso nuova base.

Stanco và tornando il festeggiato
nella limpida notte giuda verso
calme mura tra un'universo
di pensieri, per questo è preoccupato.

Fino a quando il rapido felino si muove
e decide che è il momento di tentare
di oltrepassare quel confine e andare altrove
a capofitto nella nebbia densa ama danzare.

E questa notte un altro uomo porta la morte
tra l'estrema indifferenza della sua anima
porta apaticamente via ciò che c'era prima
ora cosa te ne fai Tu di un altro innocente alla tua corte?

Poesia N° 35 - La Nascita Degli Zombie

Tutto finisce prima della partenza
della spiegazione della decadenza
che condensa goccie di una buona generazione
su una società che non ammette commiserazione

Nè azione migliore, che porti l'amore d'un prato alla pioggia
ma ormai siamo circondati da squali in un mare di nebbia
che impedisce una chiara visione del tutto
e che ogni prigionia e oppressore manda in lutto

Ma io, prendo, vado via e scappo nella fantasia
e credo d' aver trovato la felicità anche se non so dove sia
e cammino prima su nuvole e poi arcobaleni;
ma poi scivolo e cado nei miei oscuri veleni

Tra strade in fiamme e ossa rotte
e facce battute dalla morte
che strisciano e sbavano
e ciò che hanno davanti sbranano

martedì 9 ottobre 2012

Poesia N° 34 - La Notte della Città

In città tra semafori spenti
luci che non vedi ma senti
auto mute riecheggiano
di solitudine se passano.
 
Sono solo tra i lampioni
circondato da ambizioni
che cadono come pioggia
sul vetro di chi viaggia
 
Tutto ricade nella banalità
di una rotonda malvagità
l'odio del ciclico rinnova
e porta scontri e carne nuova
 
Ma poi i raggi riemergono
dall'asfalto delirante senza tono
e illuminano un nuovo giorno
e il medesimo monotono ritorno.

sabato 15 settembre 2012

Poesia N° 33 - Sono gli anni

Esperienze disperse nei giorni,
amicizie, amori e dintorni.
Ricevi ciò che infondi
e credi solo in ciò che diffondi.
 
Sono gli anni del caos plasmatore;
come in un auto il motore.
Ciò che sai d' aver almeno provato
e da tutto qualcosa hai imparato.
 
Sono gli anni dei primi pianti
senza lacrime ma sentimenti;
perché il mondo mangia la carne debole
e per questo solo pochi mostrano l' indole.
 
Sono gli anni di ciò che ricorderai piangendo.
Sono gli anni che non vuoi ma li stai vivendo.
Sono gli anni dei ragionamenti strani.
Sono gli anni dei progetti vani.

Poesia N° 33 - Chi fissa il tempo

C'è chi fissa da lontano il tempo,
lo lascia scorrere e andare
ma lo marchia con uno stampo
incandescente per non dimenticare.

Siamo solo macchie di latte
su un foglio bianco infinito.
Senza scure macchie matte,
siamo solo un nulla indefinito.

Poesia N° 32 - Desincronizzazione spazio-temporale totale

Desincronizzazione spaziotemporale totale.
Immagina passato presente e futuro,
come un triangolo con un punto centrale
indefinito: la dimensione nascosta dietro il muro.

La dimensione senza azione senza direzione,
immersa nell' astrazione più completa.
La dimensione del caos, della meditazine
o forse dell' illuminazione, della meta.

Vado verso una porta appena scoperta,
la maniglia non esiste é sempre stata aperta;
la mia salma morta nell'altra stanza
ma nessun rumore di un ambulanza.

Mentre abbandono la sala osservo
la mia decomposizione ormai inoltrata,
è inutile sperare nel io che conservo
ormai una nuova vita è appena iniziata.

Poesia N° 31 - Premeditazione e delusione

Sfanculo ogni tempo, ogni circostanza;
ogni atmosfera malsana in una stanza:
premeditazione e delusione
creativa attiva e curativa esplosione.
 
L' unica sensazione di vera libertà
Perché il prigioniero è la felicità
In mezzo ai lupi in giorni cupi
Fati crudi e morti, di più non li sciupi

Assenze presenti in nostalgie lontane
Presenze assenti in giornate malsane
Senza traccie visibili e da seguire
In questa terra non resta che impazzire.

O cambiare, viaggiare, liberarsi, imparare
Mostrarsi, rinnovarsi, ricominciare a sperare
Credere e dimostrare che nulla è maligno
E con in viso un grigno sfregio ogni disegno.

Poesia N° 30 - Dal futuro al destino

Il futuro è come la religione
favolette e stereotipi da seguire alla perfezione.
Non sento nessuna emozione,
non mi vedo tra 10 anni, nessuna immedesimazione.
 
Criticità nell' ignoranza della folla;
certe convenzioni sono come colla.
Sono uno squalo ma senza acqua,
con una convinzione ma ambigua.
 
Falsa libertà e libera falsità
in una terra governata da malignità.
Oggi è un bel giorno solo se da ieri qualcosa è cambiato.
È immerso in caos e astrazione tutto il "creato".
 
Tutto ciò che ho sempre sentito non si è mai stabilito
e ora troppe urla affuscano il mio udito.
Il destino non esiste, così come Zeus, Odino e Ulisse;
esistono solo rischi, vie  e infinite piste.

Poesia N° 29 - Viaggio percorro e scopro

Viaggio percorro e scopro
nuovi cieli e panorami.
La misera mancanza che ricopro
per gli amici (rottami).
 
Ne conosco 20 in pochi minuti
e alcuni con stessa velocità
si Voltano e tanti saluti;
e riappaio nell'invisibilità.
 
Nelle lacrime dei ricordi
nella tristezza di lame,
che riflettono accordi
sciolti nel catrame.
 
Una bolla di sangue
tra la folla brucia e vola
e una volta alta s' estingue
così io nella mia nuvola.

Poesia N° 28 - Passeggiate in riva al mare

Passeggiate in riva al mare,
la voglia alta di cantare.
Noi sorridenti sulla sabbia gialla
e i bambini che giocano con la palla.
 
Poi il buio; le ombre svaniscono.
Tutto muore in un tuono.
La solitudine mangia le teste
mentre sbava sangue, dio assiste.
 
Tutto và in fiamme e arde nel rosso,
le speranze cadono in un fosso.
Non posso fermare tutto questo
e neanche lo voglio del resto.
 
Infine vago in un deserto di cenere,
deriso da me, dalla luna e da venere.
È il momento di fermarsi e ascoltarsi
e scoprire che la realtà fa parte di se stessi.
Ok, si ricomincia.
L'ispirazione ultimamente non passava spesso a salutarmi.

martedì 14 agosto 2012

Poesia n° 27 - Cometa Rossa

COMETA ROSSA


Scrivo anche da strafatto,
sono dentro un'impatto.
Ciò che sono non l'ho scordato
onoro sempre ciò che ho imparato

Perché nel vissuto d' una stella
si celano i viaggi d'una pupilla,
cometa rossa che brilla potente.
Universo in cui il sole regna brillante.

Lacrime scontornano un cielo
blu cristallino coperto da un velo:
nuvole all' orizzonte nel caos vagano
spinte dalla vita in cui sperano

Ombre sull'arida terra scura
su cui tutto si distende senza paura,
perché la terra offre perdite
E senza queste non ci sono partite.

mercoledì 1 agosto 2012

Poesia n° 26 - Sono Resina

SONO RESINA


Sono resina, l' irreversibile processo
che la morbida consistenza trasforma
in freddo cristallo color oro spesso
immobile ma con la stessa forma

Con dentro tutto ciò su cui camminavo,
per sempre con me, scontri e amici.
Da questo tronco, scappar speravo
ma sono imprigionato da radici

Luccichìo stridulo nel più scuro giallore.
Ingannevole appiccichìo, ora fragilità,
originaria ingenuità mista a squallore
che finisce in granuli, non casualità.

Il cielo illumina il vuoto riflettente
limpido come una goccia che si sporcherà.
Il miglior destino è chiuso in un pendente.
Insoddisfacente! La materia cambierà.

Poesia n° 25 - Esplosione Creativa del Lemma

ESPLOSIONE CREATIVA DEL LEMMA


Esplosione creativa del lemma.
Sono libero da ogni etichetta
libero dalla vostra prigionia
civiltà tutta uguale, giacca e cravatta

Ma io non mi cementerò in mode.
Io penso al contrario, inversione,
scappo dal regresso, dalle code
dei biforcuti squamosi, verso il sole

Il caldo di Icaro non mi scalfisce.
affrontero ogni giorno diverso
finché non sarò nuovamente perso
senza senso in ciò che mi ferisce.

Non riconoscerai mai un nemico
senza prima esserti scoperto
svelato ogni paura e difetto
perderai chi non ti è amico.